_I vigneti e i vini.  I vigneti della tenuta Palazzona di Maggio sono ubicati in media collina, in linea d’area a meno di 60 km dal mar Adriatico,  tra gli 80 e i 170 m.s.l.m, magnificamente esposti e coltivati in terreni da alluvioni argillose e sabbie. Il particolare micro-clima è determinante  per ottenere uve di elevata qualità.

Gli impianti sono ad alta densità con 5.500 piante per ettaro e il sistema di allevamento è a spalliera con potatura a cordone speronato. La scelta dei porta innesti e delle varietà è stata effettuata per il miglior risultato agronomico possibile in relazione al tipo di terreno e all’obiettivo enologico, nella tradizione del fondatore dell’azienda Luigi Perdisa, luminare dell’agricoltura italiana. Infatti il professor Perdisa, nel solco di una tradizione che in queste colline risale al 1800 e convinto assertore della straordinarietà dei suoi terreni piantò, sin dagli anni sessanta, vitigni internazionali come il Cabernet Franc e Sauvignon, il Merlot, il Pinot Nero e lo Chardonnay che affiancarono ampie superfici di Albana e Sangiovese di Romagna, signori incontrastati delle colline imolesi e romagnole.

Su questo solco e nella tradizione del grande agronomo, Alberto e Federico Perdisa coltivano oggi le medesime varietà scelte a suo tempo dal capostipite per una superficie a vite di 15,50 ettari su di un totale di circa 60 della tenuta.

L’attenta pratica agronomica, rispettosa dell’ambiente, completa l’eccezionale vocazionalità del sito. A partire dalla potatura invernale, tutte le operazioni che seguono come spollonatura, scacchiatura, palizzatura, cimatura, sfogliatura, diradamento e vendemmia, sono eseguite manualmente e con grande scrupolo. In adesione ai protocolli di gestione sostenibile e lotta integrata avanzata, la difesa antiparassitaria viene eseguita solo se le condizioni meteorologiche la richiedono e con un basso impatto ambientale ottenendo uve mature e perfettamente integre dal punto di vista sanitario.

Dopo un’attenta valutazione visiva, gustativa e analitica, le uve vengono raccolte in piccole cassette e portate immediatamente in cantina dove avviene un’ulteriore selezione prima della pigiatura.

Tutte le fasi di vinificazione, dalla fermentazione all’affinamento, avvengono in vasche a temperatura controllata e in un ambiente perfettamente pulito, secondo rigidi protocolli tecnici che coniugano tradizione e innovazione.

Parlando dei vini, i cui nomi sono legati alla storia delle colline di San Pietro di Ozzano, a partire dall’epoca Romana e fino al Medioevo, attualmente la produzione si attesta attorno alle 45.000 bottiglie.

Il Dracone, Colli d’Imola rosso Dop,  è ottenuto principalmente da uve Merlot e Cabernet Franc e deve il suo nome al console romano della città di Claterna Filippo Dracone. Matura non meno di 18 mesi in parte in fusti di rovere e in parte in vasche di acciaio ed è  un vino intenso e complesso, di notevole struttura ma ottima bevibilità e dalle grandi capacità di invecchiamento.

Il Dracone Riserva si differenzia dal Dracone principalmente per le uve che provengono dai migliori appezzamenti della tenuta e per la maturazione che avviene esclusivamente in fusti di rovere da 500 litri per un periodo di 24 mesi e poi almeno un anno in bottiglia.

Entrambi i vini hanno riscosso autorevoli consensi e importanti riconoscimenti, anche a livello internazionale.

L’Ulziano è un Romagna Sangiovese Superiore Dop che deve il suo nome al borgo medioevale di San Pietro di Ozzano. E’ottenuto da uve Sangiovese all’85% e Ciliegiolo al 15%. E’ il vino tipico della nostra zona, ricco di carattere, morbido e fruttato, di facile beva, che ha ottenuto numerosi premi e buoni punteggi nelle guide di settore

Le Armi (Romagna Sangiovese Superiore Riserva Dop), in onore dell’antica fontana delle “Armi” che risale al 1500, a poche centinaia di metri dalle nostre vigne, viene prodotto solo in determinate annate, matura per non meno di due anni in botti di rovere e riposa poi almeno 12 mesi in bottiglia. Un vino ottenuto da uve Sangiovese in purezza scelte nei migliori appezzamenti della tenuta, intenso, di grande morbidezza e adatto a un invecchiamento medio –lungo.

Infine il Maleto, Colli d’Imola Chardonnay Dop, così chiamato per un piccolo borgo che sorgeva ai tempi del Medioevo proprio dove ora c’è il vigneto. Si tratta di un vino ottenuto da uve Chardonnay in purezza ed è il vino bianco della Palazzona, fresco e fruttato dagli intensi profumi e dalla notevole persistenza. Un vino che ha saputo distinguersi anche a livello internazionale e guadagnare la  considerazione delle principali guide del settore.